La tua firma per la pace
Dalla testimonianza al martirio il passo e breve
di don Pino Puglisi
“Siamo testimoni della speranza. Il testimone per eccellenza e’ Gesu’, il testimone fedele e verace (Cfr. Ap. 1,5). “Attraverso la sua morte e risurrezione Gesu’ testimonia la realta dell’amore infinito di Dio che ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio” ( Gv. 3,16 ), e “dell’amore infinito del Figlio il quale ha un amore cosi’ grande da dare la vita per i propri amici ” ( Cfr. v.15,13 ).
Questo amore di Dio infinito, eterno, da sempre rivolto verso l’uomo, e’ presente nella storia dell’umanita intera e di ogni uomo. Il discepolo e’ testimone, soprattutto testimone della risurrezione di Cristo, risorto e presente; Cristo che ormai non muore piu’ ed e’ all’interno della Comunita cristiana, e’ presente nella storia dell’umanita. La testimonianza cristiana e’ una testimonianza che va incontro a difficolta, una testimonianza che diventa martirio.
Dalla testimonianza al martirio il passo e breve, anzi e’ proprio questo che da’ valore alla testimonianza. La testimonianza fa penetrare nell’intima natura di Gesu Cristo, nel segreto del suo essere, nella realta’ misteriosa della sua persona. Il testimone sa che il suo annunzio risponde alle attese piu’ intime e vere dell’umanita’ intera e del singolo uomo.
L’uomo sperimenta che vivere e’ sperare, il presente e’ mediazione tra il gia’ e il non ancora, tra il passato ed il futuro, e chiaramente ognuno di noi costruisce il proprio futuro sulla base del proprio passato. La speranza e’ la risultante dell’amicizia nel senso piu’ rigoroso del termine; solo gli amici sperano, solo dove c’e’ l’amicizia c’e’ speranza. Il testimone della speranza e’ colui che testimonia questa amicizia di Dio; colui che testimonia proprio un’amicizia fedele e a tutta prova di Dio stesso. Certo, testimone della speranza e’ uno che esercita, potremmo dire, la vigilanza; la speranza e’ vigilante. Gesu’ parla veramente di attenzione alla presenza di lui, alla sua venuta, ma Gesu’ e’ venuto, e’ presente; testimonianza della speranza e’ proprio una testimonianza vigilante, attenta alla presenza di Gesu’. Il testimone e’ testimone di questa attenzione alla presenza del Signore; attenzione a Cristo che e’ presente anche dentro di se’.
Il testimone e’ testimone di una presenza del Cristo presente dentro, anzi dovrebbe diventare trasparenza di questa presenza; testimonia la presenza di Cristo attraverso questa sua vita, vissuta proprio con questo desiderio costante di vivere in una comunione sempre piu’ perfetta con lui, sempre piu profonda con lui, in una fame e sete di lui.
A chi, nel profondo, conserva rabbia nei confronti della societa’ che vede ostile, il testimone deve infondere speranza mostrando, insieme all’annunzio della presenza del Signore che ama, fiducia e donando fiducia. A chi e’ pieno di paure, di ansie, e quindi non vuole muoversi perche’ ha avuto esperienze negative, il testimone della speranza cerca di infondere certezza, risolutezza creativa, coraggiosa, indicando modi concreti e validi di servizio, facendo comprendere che la vita vale se donata. A chi e’ sfiduciato, impaziente, perche’ cio’ che desidera tarda a realizzarsi, deve infondere senso di abbandono in lui, in Cristo. A chi e’ disorientato, il testimone della speranza indica non cos’e’ la speranza, ma chi e’ la speranza: la speranza e’ Cristo e lo indica attraverso la propria vita orientata verso Cristo.
Testimone della speranza e’ colui che, attraverso la propria vita, cerca di lasciar trasparire la presenza di Colui che e’ la sua speranza: la speranza in assoluto in un amore che cerca l’unione definitiva con l’amato ed intanto gli manifesta questo amore nel servizio a lui, visto presente nella Parola e nel Sacramento, nella Comunita’ ed in ogni singolo uomo, specialmente nel piu’ povero, finche’ si compia per tutti il suo Regno e lui sia tutto in tutti; manifesta, insomma, quel desiderio ardente di un amore che ha fame della presenza del Signore.